mercoledì, 24 giugno 2009, ore 09:42
"... e tutti festeggiano, i più vecchi che il MURO l'hanno visto nascere, e i giovani, che sono nati e cresciuti alla sua ombra"
Vera79
venerdì, 29 maggio 2009, ore 16:51
niente bene
niente con costanza
niente con passione, se non per poco
ma forse è solo pigrizia
perché sempre questo senso di inferiorità?
perché questa invidia verso chi fa meglio? verso chi fa proprio ciò che io vorrei.
e potrei.
se esiste l'inferno, quando morirò andrò nel girone degli invidiosi.
o degli accidiosi.
qualcuno si ricorda come li descriveva Dante? si stava tanto male?
speriamo di no...
Vera79
giovedì, 28 maggio 2009, ore 09:16
Ma dico io, è mai possibile che per UNA cosa interessante che capita al lavoro, non la posso fare perché mi sono presa un giorno di ferie per quella data? ma porca miseriaaaaa!!! Potevo andare a Bruxelles, incontrare gente da varie parti del mondo, seguire un seminario, per una volta essere io a imparare, invece di insegnare!! E invece niente… per carità me ne vado in vacanza… ma perché le due cose dovevano capitare nello stesso giorno?? e vabè, quando ti dice sfiga, ti dice sfiga, è proprio vero che non si può mai avere tutto… non si può che accettarlo ed essere contenti così. Ma chi sto prendendo in giro?? Mi rode da morire!!!!!!!!
CHE MONDO CRUDELE E INGIUSTO!!!!!!!!
Vera79
martedì, 19 maggio 2009, ore 14:43
VOGLIO UNA COLLEGA DONNA!
Vera79
venerdì, 08 maggio 2009, ore 13:41
Che cos’è il perdono? Come prima cosa mi viene in mente quello inteso in senso cristiano: se qualcuno ci fa del male non dobbiamo portare rancore, ma perdonare e basta. Ecco, direi che il senso cristiano del perdono per me non ha proprio senso! A volte si sentono in televisione dei commenti di persone a cui hanno ucciso figli o mariti, o mogli e loro essendo persone religiose dichiarano “io perdono color che hanno fatto questo”. E tutti a dire “che umanità, che grandezza di spirito”
MADDECHE’??? cioè perché mai dovrei perdonare una “persona” che ha fatto una cosa del genere? Ma soprattutto quel perdono è sincero? E che senso ha? A chi fa bene? Davvero si può cancellare con un colpo di spugna un dolore così grande dicendo “io ti perdono”? ok, sì d’accordo, non è che perdonando la persona che ci ha fatto del male si smette di soffrire e si dimentica, ma che valore ha un perdono dato a chi non lo merita e non l’ha nemmeno chiesto?
Passando a “crimini” meno efferati, anche nella vita di tutti i giorni con amici o supposti tali, o conoscenti ci succede di fare e subire dei torti più o meno gravi.
Ogni giorno ci passano accanto decine di incazzature possibili e, per quanto mi riguarda, cerchiamo di schivarle, pensando che per poche cose valga la pena di arrabbiarsi e portare rancore.
Solo una volta nella vita ho portato rancore verso qualcuno per più di 24 ore. È stato quando mi sono laureata. Una delle mie migliori amiche, forse la più cara in assoluto, non è venuta il giorno della mia laurea per una ragione che non era proprio del tipo “mi devo operare urgentemente di peritonite acuta o morirò”, ma soprattutto, il giorno prima della discussione non mi ha nemmeno fatto una telefonata per augurarmi in bocca al lupo. Mi ha chiamato la mattina stessa, ma io non le ho risposto perché ero arrabbiatissima, oltre che nevrotica per la giornata che mi attendeva.
Sono rimasta arrabbiata con lei per un anno intero. Non che non le parlassi o non la volessi vedere, ma qualcosa si era rotto. Non bastava chiedere scusa, e non aveva nessun senso che io dicessi a me stessa o a lei di averla perdonata, perché non lo sentivo dentro. Aveva fatto una cosa grave, che mi aveva fatto dubitare della forza del nostro rapporto e non riuscivo più a guardarla nello stesso modo. Finché un giorno, semplicemente, mi sono stancata di essere arrabbiata. Le volevo e le voglio un bene infinito, e ho capito che non mi importava più nulla per quello che era successo. In un certo senso forse è come se avesse “scontato la sua pena”!
Questa vicenda mi ha spesso fatto riflettere sul fatto che più una persona ci è vicina, più è difficile perdonarla, perché dalle persone a cui vogliamo bene non ci aspettiamo che ci facciano del male.
Perciò se lo sgarbo o l’insulto o la calunnia arrivano da un cosiddetto “conoscente” sarà meno grave, ci faremo meno caso… Ma è proprio così? Questo secondo me dipende dal tipo di torto.
Se una persona che non ritengo tra i miei migliori amici non venisse alla mia discussione di laurea, io ci rimarrei male, ma mi durerebbe poco. Più semplicemente il fatto rafforzerebbe in me l’idea che quella persona non sarà mai il mio migliore amico, che non potrà mai essermi così vicino.
Ma se invece mi insultasse o mi facesse uno sgarbo più pesante, probabilmente sarei portata a perdonarlo ancora meno che se fosse un mio amico. Perché ad un amico gli vuoi bene e sarai disposto a passare sopra a tante cose per mantenere il rapporto. Ma per un conoscente… perché dovresti farlo? In questo caso più che mai entra in gioco il pentimento.
Si può perdonare qualcuno che non si è pentito di quello che ha fatto? Secondo me no. Ma non per una questione di ripicca o rivalsa della serie “METTITI A PREGARE IN GINOCCHIO SUI CECI E SUI COCCI E ALLORA TI PERDONERO’”.
È semplicemente perché il perdono sottintende riconciliazione, da parte di entrambi. E questa si può avere solo se c’è un chiarimento.
In definitiva secondo me, il perdono non è una cosa unilaterale, perché riguarda i rapporti tra le persone, non è una concessione offerta dall’alto della nostra bontà verso coloro che ci hanno ferito. Così sarebbe veramente triste, antico, snob, presuntuoso.
Vera79
martedì, 21 aprile 2009, ore 15:38
E se vi dicessi che sono felice?
Che anche se il mio lavoro non sempre (quasi mai!) mi piace, questo mi importa sempre meno?
Che quello che mi fa stare bene è sapere che sono parte di qualcosa di speciale che so che non cambierà, che mi da la forza di sopportare tutto il resto
Che anche se sono spesso insofferente e sogno ad occhi aperti cose di altri mondi e realtà parallele, nel momento in cui poso i piedi per terra ed immagino un futuro possibile sono ancora più eccitata
Che nonostante tutte le mie paranoie, e fobie e tutti i miei tic nervosi, e i miei attacchi isterici, e la stanchezza della giornata di lavoro che si somma a quella del traffico per tornare a casa e a quella della sistemazione della casa stessa, quando quelle braccia mi avvolgono è come se tutto il resto sparisse e io fossi sospesa per un attimo sopra il mondo e lo potessi guardare dall’alto dicendo “oh poveri voi! Non sapete cosa vi perdete!”
Forse pensereste che sono un’illusa, che prima o poi qualcosa andrà storto e tutto questo castello crollerà. A volte lo penso anche io ma questo non mi impedisce di continuare a vivere tutto ciò credendoci ogni giorno
Vera79
mercoledì, 15 aprile 2009, ore 10:03
non mi va di scrivere....
che s'era capito?
mi sa che mò chiudo tutto....
Vera79
mercoledì, 11 marzo 2009, ore 20:33
MA CHI L'HA DETTO CHE DEVE ESSERE SEMPRE TUTTO PERFETTO??
CHE IO DEVO ESSERE SEMPRE PERFETTA?
MA POI è DAVVERO COSì?? NOOOO, NON è COSì PER NIENTE!
NON CI RIESCO A STARE DIETRO A TUTTO, NON CE LA FACCIO, VOGLIO UNA VACANZA DA TUTTO, VOGLIA UNA PAUSA DALLA VITA, VOGLIO UNA PAUSA DA ME STESSA E DA QUESTO CARATTERE DI MERDA, VOGLIO DORMIRE E SVEGLIARMI QUANDO CAZZO MI PARE, ANZI QUANDO NON HO PIù SONNO, QUANDO è IL MOMENTO ED è NATURALE SVEGLIARSI! E MANDARE AFFANCULO IL PRIMO CHE PASSA SENZA DOVER DARE SPIEGAZIONI, E SALTARE LA FILA ALLA POSTA, E SORPASSARE IN CORSIA D'EMERGENZA, LASCIARE I PIATTI SPORCHI PER UNA SETTIMANA, NON TELEFONARE GLI AMICI AL MOMENTO GIUSTO, NON CONTENERMI NEI GIUDIZI
BASTA
Vera79
lunedì, 26 gennaio 2009, ore 10:57
E' stato bello sapere che, un po’ grazie a me, altre tre persone hanno potuto conoscere una storia così unica, coinvolgente, commovente. E che tutti insieme ci siamo trovati alla fine del film, con gli occhi un po’ umidi, o traboccanti di lacrime nel mio caso!
Da quando ne avevo sentito parlare la prima volta qualche settimana fa, il film MILK mi aveva molto attirato. Mi sembrava una storia così importante, il primo uomo dichiaratamente gay ad essere eletto ad una carica pubblica…. ed io non ne sapevo assolutamente nulla!
Uno dei più bei film che abbia mai visto nella vita. Per il calore e l’entusiasmo con cui viene raccontata la storia di un uomo eccezionale. Secondo me una storia fondamentalmente d’amore… amore per il prossimo, amore per la verità, per la giustizia, per la vita. Un film che fa innamorare, almeno a me ha fatto innamorare, di Harvey Milk…
“sono Harvey Milk e voglio reclutarvi tutti!!”
Vera79
mercoledì, 21 gennaio 2009, ore 08:26
Stanotte ho avuto un’illuminazione.
Ho finalmente capito, con grande dolore, che tutto ciò che finora è stato sacrificato, non si è affatto salvato
Ma semplicemente il suo terribile e catastrofico destino finale è stato rimandato.
A quando, non mi è dato saperlo. Il processo è lento ma inesorabile, e forse proprio per questo ancora più devastante.
E allora che fare? Rimanere nell’angosciante e sterile attesa che tutto, ma proprio tutto, venga distrutto? Fino all’ultimo più piccolo e prezioso ricordo? Quello che mai avrei pensato potesse essere raggiunto dalla devastazione finale?
O prendere tutto quanto e nasconderlo per sempre? Certo, il mondo intorno sembrerebbe più vuoto, più triste, ma almeno saprei che nulla più è andato perso, che posso recuperare quelle cose quando voglio, anche non avendole più davanti agli occhi in ogni momento.
E forse potrei anche dormire sonni tranquilli.
Insomma, pensate che dovrei togliere tutti i soprammobili frangibili dalle mensole del salotto, o aspettare, sperando che il gatto ne lasci intatto qualcuno?
Vera79